|
Principi del Turismo Responsabile - presentato da Pino
|
|
Turismo o Turismo Responsabile?
Per capire che cosa può rappresentare il
Turismo etico e responsabile, occorre considerare cosa sia oggi il turismo tradizionale.
Il turismo del terzo millennio è la
principale attività economica del globo, un settore che sta crescendo più in fretta di come
fecero in tempi passati i colossi industriali dell’auto, dell’acciaio e del petrolio.
Secondo i dati
O.M.T. (Organizzazione Mondiale del Turismo, branca del W.T.O.), ogni anno, per diverse ragioni (turismo, lavoro,
cure, emigrazione…), 700 milioni di persone effettuano spostamenti internazionali ed altrettante fanno viaggi interni, per un totale
di
6 miliardi di spostamenti annui, dei quali l’80% ha ragioni di svago – evasione.
Inoltre, 1/15 degli occupati nel mondo (
200 milioni di persone) svolge attività legate al turismo, senza contare le situazioni
di lavoro irregolare e/o informale, che in certi contesti rappresentano la regola e non l’eccezione.
E’ vero che l’espansione del turismo richiama più occupazione e più denaro, suscitando interesse nelle Amministrazioni pubbliche.
Ma per i paesi del Sud del Mondo, dove può rappresentare un’opportunità di sviluppo, è purtroppo un dato di fatto che, il turismo,
come è praticato oggi, quasi mai agisce nei loro confronti in modo da diffondere il benessere, ma piuttosto in linea con la logica
della perpetuazione dello sfruttamento ai danni dei più deboli, poiché:
- solo una minima parte del reddito prodotto dal turismo resta nel luogo della vacanza: il fatturato è spesso gestito da
multinazionali che, come negli altri settori, sacrificano al proprio profitto diritti, popoli, ambiente.; la maggior parte
(dal 50 al 90%, a seconda del paese) ritorna agli stati ricchi, sia come recupero degli investimenti che come movimento
delle merci acquistate al nord per la richiesta di una clientela sempre più esigente (mentre il consumo dei prodotti locali
è molto esiguo)
- la possibilità (non sempre realizzata) di nuova occupazione locale grazie al turismo può rendere instabili le stesse economie
locali, rendendole dipendenti da un mercato, quello turistico, assai mobile e capriccioso, legato alla moda dell’anno, alle campagne
pubblicitarie, ecc. Frequentemente la presenza stessa dei turisti provoca lievitazione dei prezzi locali.
- spesso non vengono considerati i rischi di impatto ambientale: gli studi di fattibilità di un centro turistico non si
basano sul rispetto dell’ecosistema locale specifico, ma sul soddisfacimento della domanda turistica. In un offerta sempre più
standardizzata e massificata, dove molte località sono arrivate alla saturazione delle presenze e dell’uso delle risorse,
in nome dello “sviluppo” si arriva a trascurare l'inquinamento prodotto dagli scarichi, i rischi per flora e fauna,
il rischio della penuria idrica, per la quale la popolazione locale non ha sufficiente acqua potabile (mentre l’acquedotto,
magari, rifornisce le piscine ed i campi da golf).
- la cultura locale viene considerata solo in un contesto folkloristico, per cui identità, culture, problemi vengono nascosti
ai più riducendo così le possibilità di relazioni significanti coi territori e le sue genti. Le popolazioni locali vengono
spesso tenute lontano o sapientemente nascoste per non disturbare il “popolo dei vacanzieri”, chiudendo loro gli occhi
della coscienza sulle reali condizioni socioculturali
In questo contesto, è dalle nostre scelte che dipendono la qualità dell'offerta e il destino di milioni di altri individui, nel mondo
ricco e in quello povero: in un viaggiatore accorto sono fondamentali la consapevolezza del proprio impatto socioculturale, ambientale
ed economico e del proprio ruolo politico, quale consumatore di un prodotto (il viaggio stesso).
Cosa distingue il TURISMO RESPONSABILE?
I viaggi, pensati per un Turismo migliore, più equo e solidale, si ispirano a precisi
criteri qualitativi, in conformità di
quanto indicato nella
Carta d'identità per viaggi sostenibili, promossa dall’
Associazione italiana per il turismo responsabile - AITR.
Nel Turismo Responsabile cerchiamo di astenerci da speculazione e sfruttamento, affinché il viaggio possa rimanere semplicità ed incontro;
è quindi escluso il ricorso alle catene industriali del turismo tradizionale a favore di piccole imprese locali e/o cooperative
turistiche, in modo che la
gran parte del denaro speso resti al Paese ospitante.
I viaggi vengono ideati e progettati attorno a rapporti reali definiti e costruiti nel Paese e sono in buona parte
autogestiti dai
partecipanti in accordo con l'accompagnatore: il progetto del viaggio e le cose che ad esso ruotano intorno, vengono discussi prima
della partenza; accanto a cultura, naturalismo e ad un pizzico d'avventura, sono costruiti per rappresentare occasioni d'incontro con
la gente del posto. I referenti sono gruppi (specie all'estero) che svolgono localmente un lavoro sociale degno di nota, organismi di
sviluppo sociale, a cooperative, associazioni, ONG, realtà di artigiani e contadini vicini ai circuiti del commercio equo internazionale,
Persone non operanti professionalmente nel turismo, ma che hanno a cuore le sorti del loro Paese.
Chi visiteremo è, a sua volta, ragionevolmente informato della nostra visita, perlopiù attraverso una
corrispondenza intercorsa prima
del viaggio. Lo scopo è cercare di garantire l’incontro reale con le culture e le popolazioni locali grazie ai contatti stabiliti
in precedenza, in modo da entrare davvero, con un minimo di continuità, con spirito di cooperazione, nella realtà del posto.
Gli incontri si svolgono con traduzione simultanea.
Analogamente ai prodotti del Commercio Equo e Solidale,
il prezzo del viaggio è trasparente: ognuno sa esattamente dove sono
finiti i soldi che ha “investito” nel viaggio.
- Non è la negazione del viaggio, ma la sua apoteosi culturale: è il modo dolce di pensare alla vacanza e di entrare in rapporto
con altre realtà, privilegiando gli ambienti e le popolazioni locali ai circuiti del “divertimento forzato e organizzato”.
- E’ un sassolino nella scarpa del business turistico-affarista; un tentativo di coniugare il bisogno di viaggiare, vedere,
conoscere, riposare con il rispetto delle culture e degli ambienti.
- E’ la capacità di godere senza distruggere, di non consumare bensì vivere il tempo del viaggio, della vacanza, rendendolo
esperienza unica ed irripetibile.
Questo ed altro ancora il turismo responsabile: la sua definizione ultima infatti può essere lasciata a coloro che l’hanno scelto
come modalità di vacanza e di viaggio poiché ognuno può aggiungere elementi in base alla propria esperienza, alle nuove conoscenze ed
alle emozioni vissute nell’umile tentativo di comprendere e dare il proprio contributo per cambiare le cose.
- VIAGGIO come presa di coscienza e trasformazione interiore, ovvero capacità di guardare oltre il proprio confine,
personale e culturale, oltre le proprie esperienze, per avvicinarci a altre realtà, magari vicine, ma poco conosciute.
- VIAGGIO come percorso di conoscenza della varietà sociale e culturale, economica e ambientale dei Popoli e dei Paesi,
nel rispetto delle specificità, diversità, ricchezze culturali di ciascuno, ma anche nella comprensione e nell’ascolto delle
loro voci, spesso ignorate, e nel sentire anche cose che “non vorremmo sentirci dire”.
- VIAGGIO come consapevolezza di essere ospiti in casa di altre persone, che ci inviteranno a conoscere il loro mondo
e le loro storie e saranno curiosi di scoprire le nostre, per un’esperienza reciproca d’incontro e per l’emozione di veder
nascere una rete di relazioni con la realtà locale, con quanti vi lavorano, vivono e lottano quotidianamente, ma anche nel
gruppo di viaggiatori.
- VIAGGIO come possibilità della riscoperta del piacere di sognare volti di persone sconosciute, spiagge e mari lontani,
boschi e montagne, misteri di oasi e deserti, templi e meraviglie nascoste, albe e tramonti, musiche e danze ignote.
- VIAGGIO come fattore critico verso le strutture economiche create e gestite dai grossi centri di potere multi- o
trans-nazionali e le relazioni (positive e negative) che legano i Nord ed i Sud, i centri e le periferie del Mondo; conoscenza
dal vivo delle esperienze sociali, culturali ed economiche alternative portate avanti, spesso con grande coraggio e rischio,
da Organizzazioni Non Governative, Associazioni e Cooperative locali, Gruppi di Microcredito e/o di Autosviluppo, Banche del
Tempo, Botteghe del Commercio Equo e Solidale.
- VIAGGIO come espressione di una cultura libera e critica, democratica e solidale, che valorizzi l’interscambio culturale,
il rispetto e la crescita reciproca fra le persone e le comunità e renda possibile un futuro più giusto e sostenibile.